La ristrutturazione dei tetti presenta varie soluzioni tra cui poter scegliere quella che meglio si adatta alle proprie esigenze. Tra le coperture piane, il tetto caldo è sicuramente il più utilizzato. Esiste anche la possibilità del cosiddetto tetto rovescio, ma il tetto caldo è la soluzione più frequente.

Il tetto rovescio

Entriamo nel merito delle possibili coperture per la ristrutturazione dei tetti. Il tetto rovescio prevede la copertura del tetto con una guaina impermeabilizzante, che può essere sintetica o meno, e al di sopra di questa viene steso un isolante, che a sua volta deve essere protetto dalle intemperie e dai raggi ultra violetti del sole tramite uno strato di ghiaia o tramite piastrelle. In questo modo, la guaina impermeabilizzante viene protetta, ma lo strato isolante viene esposto al cosiddetto effetto di lavamento che porta via via a un peggioramento delle capacità impermeabilizzanti.

Il tetto caldo

Viceversa il tetto caldo può essere steso con guaine di tipo bituminoso o sintetiche, ma lo strato isolante viene posto al di sotto della guaina e l’isolante resta protetto nel tempo senza subire l’effetto dilavamento.

Il tetto freddo

C’è anche la possibilità di scegliere il tetto freddo nella ristrutturazione, che invece consiste in una copertura isolante, impermeabilizzata, al di sotto della quale viene realizzata una camera che offre uno strato di ventilazione offrendo la resa migliore in fatto di isolamento termico.

Il tetto, sotto il quale viene creata una vera e propria camera di scambio ventilata, non creerà quindi problemi di condensa all’interno delle mura delle abitazioni e la formazione di vapore acqueo viene prevenuta tramite la ventilazione e la successiva estrusione del vapore acque che potrebbe formare condensa.

In questo modo, il tetto ventilato, o tetto freddo, offre una intercapedine naturale che permette alla umidità di fuoriuscire liberamente, mantenendo intatto il potere termo isolante della intercapedine stessa.

Il tetto freddo può essere applicato sia in fase di costruzione, sia in fase di rifacimento del tetto, sia in un fase successiva, applicando pannelli al di sotto del tetto a falda che permettano la formazione di una intercapedine di aria che deve essere dello stesso spessore lungo tutta la falda, onde evitare fenomeni di accumulo di ari a temperature diverse e di strozzature che frenino la libera circolazione dell’aria.

In questo modo, inoltre, rimane utilizzabile anche il sottotetto, seppur lievemente diminuito in altezza a causa dello spessore sia dell’intercapedine che dei materiali per la pannellatura interna al tetto.



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La ristrutturazione dei tetti presenta varie soluzioni tra cui poter scegliere quella che meglio si adatta alle proprie esigenze. Tra le coperture piane, il tetto caldo è sicuramente il più utilizzato. Esiste anche la possibilità del cosiddetto tetto rovescio, ma il tetto caldo è la soluzione più frequente. Il tetto rovescio Entriamo nel…

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