In seguito alla Legge di Stabilità, sono stati approvati anche per il 2016 i benefici fiscali per le ristrutturazioni edilizie.

In base ai report disponibili, i lavori di ristrutturazione premiati dai bonus hanno infatti generato un indotto corrispondente ad oltre 300mila lavoratori e spinto molti italiani a rendere molto più efficienti dal punto di vista energetico le proprie abitazioni, facendo dell’Italia, in base ad un rapporto realizzato dal Consiglio Americano per una economia ad energia-efficiente (ACEEE) la seconda potenza mondiale sotto questo profilo, dopo la Germania.
Tuttavia va ricordato come dal prossimo anno, a meno di una stabilizzazione del bonus, richiesto da molti settori, il livello delle detrazioni scenderà in entrambi i casi al 36%.

Le cose che occorre sapere

Per quanto concerne le detrazioni fiscali, è opportuno ricordare che è possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte degli oneri che sono stati sostenuti al fine di ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.

In particolare il beneficio ammonta al 50% delle spese sostenute (in base ai bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016, con un limite di spesa fissato a quota 96mila euro per ciascuna unità immobiliare. La detrazione viene a sua volta ripartita in dieci quote annuali di eguale importo, partendo dall’anno in cui è stata sostenuta la spesa.
Inoltre l’usufrutto della detrazione sulle spese di ristrutturazione riguarda tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), che risiedano o meno lungo il territorio peninsulare. Possono usufruire dell’agevolazione non solo i proprietari degli immobili ma anche a coloro che detengano diritti reali/personali di godimento sugli immobili che siano stati oggetto degli interventi e che ne abbiano sostenuto le relative spese, ovvero:

  • proprietari o nudi proprietari;titolari di un diritto reale di godimento come l’usufrutto, l’uso o l’abitazione;
  • locatari o comodatari;
  • i soci di cooperative divise e indivise;
  • gli imprenditori individuali, nel caso degli immobili che non rientrino nell’ambito dei beni strumentali o della merce;
  • i soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), anche in questo caso a patto che gli immobili non siano beni strumentali o merce.

Rientrano tra i lavori ammessi alla detrazione, persino i lavori di ristrutturazione straordinaria, di conservazione e restauro compiuti sugli edifici residenziali e loro parti comuni, e quelli di manutenzione ordinaria compiuti sulle parti comuni degli stessi edifici.

Inoltre beneficiano delle detrazioni anche i lavori tesi all’eliminazione delle barriere architettoniche e a facilitare la mobilità interna delle persone afflitte da handicap o grave limitazione della capacità motoria, nonché le opere tese a rendere più difficile il compimento di atti illeciti all’interno delle abitazioni.

Infine le lavorazioni che abbiano come obiettivo il conseguimento del risparmio energetico, il contenimento dell’inquinamento acustico, la bonifica dall’amianto e la sicurezza antisismica.

Cosa occorre fare per usufruire delle detrazioni

ristrutturazioni edilizie, guida alle recensioniCome ben sappiamo per beneficiare delle ristrutturazioni per l’edilizia 2016, ci sono degli adempimenti che occorre rispettare al fine di poter richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione. Adempimenti che sono stati ridotti notevolmente nel corso degli anni.

Infatti, basta semplicemente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali che vanno ad identificare l’immobile e, ove i lavori vengano effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo, insieme agli altri dati richiesti per la verifica della legittimità della detrazione. Inoltre, è obbligatorio conservare ed esibire, su richiesta degli uffici competenti, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate emesso il 2 novembre del 2011.

In particolare, oltre ai documenti alla comunicazione all’Asl, alle fatture e ricevute in grado di comprovare le spese sostenute e le ricevute dei bonifici di pagamento, il contribuente deve essere in possesso dei seguenti documenti:

  • la domanda di accatastamento nel caso in cui l’immobile non sia ancora censito;
  • le ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu), ove essa sia dovuta;
  • la delibera assembleare recante l’approvazione dell’esecuzione dei lavori per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali, oltre alla tabella millesimale di ripartizione delle spese;
  • la dichiarazione con cui il possessore dell’immobile fornisce il consenso all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, ove sia diverso dai familiari conviventi.


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    Ottimo

    Articolo abbastanza esauriente sulle ristrutturazioni edilizie

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