Come fare per beneficiare degli incentivi per la ristrutturazione senza rischiare di perderli?

Prima di tutto bisognerebbe compiere una serie di adempimenti burocratici altrimenti si rischierebbe di non vederseli riconoscere e di perdere quindi la possibilità di trasformare quello che è una spesa in un vero e proprio investimento.
Come ben sappiamo per il 2016, la Legge di Stabilità, approvata dal Parlamento, ha confermato gli incentivi per le ristrutturazioni edili, fissandole in particolare al 50% per quelle che non hanno come fine l’efficientamento energetico degli edifici e al 65% nel caso in cui invece puntino a migliorare i consumi energetici all’interno delle abitazioni.

Tali incentivi sono stati molto apprezzati dagli addetti ai lavori, infatti si è riuscito a sollevare un settore chiave come l’edilizia, che sarebbe altrimenti stato travolto dalla crisi economica.

Proprio per questo motivo alcuni settori della politica hanno chiesto all’esecutivo non solo di prorogare l’attuale entità dei bonus, che dovrebbero tornare tutti al 36% nel corso del 2017, ma anche di stabilizzarli, fornendo al comparto delle costruzioni maggiori sicurezze in un momento non proprio felice per l’economia tricolore.

Cosa occorre ricordare per usufruire degli incentivi

Per non rischiare di perdere gli incentivi per le ristrutturazioni, va ricordato che la conditio sine qua non irrinunciabile è il pagamento delle fatture tramite bonifico, bancario o postale, recante sulla causale gli estremi del lavoro, i dati fiscali del committente e della ditta che ha effettuato i lavori.

Inoltre il beneficio viene accordato nell’arco di dieci anni, sotto forma di rate annuali dello stesso importo da scalare sulla dichiarazione dei redditi.
Per quanto riguarda i soggetti che hanno diritto al beneficio, l’usufrutto della detrazione spetta a tutti i contribuenti che siano assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno lungo sul territorio nazionale.

Tale beneficio spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche a tutti coloro che ne detengano diritti reali di godimento. Quindi rientrano in questa categoria proprietari o nudi proprietari, locatari o comodatari, soci di cooperative divise e indivise, imprenditori individuali, ove gli immobili non rientrino nell’ambito dei beni strumentali o della merce e i soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata, anche in questo caso a patto che gli immobili non costituiscano beni strumentali o merce.
Quali sono i lavori che usufruiscono del beneficio fiscale?

Rientrano tutti i lavori di ristrutturazione straordinaria, di conservazione e restauro compiuti sugli edifici residenziali e loro parti comuni, e quelli di manutenzione ordinaria compiuti sulle parti comuni degli stessi edifici.

Sono ammessi anche gli interventi aventi come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche in modo tale da facilitare la mobilità interna delle persone afflitte da handicap o da una grave limitazione della capacità motoria.

Infine tutti i lavori lavorazioni chiamati a conseguire il risparmio energetico, il contenimento dell’inquinamento acustico, la bonifica dall’amianto e la sicurezza antisismica.

Come fare per usufruire degli incentivi ristrutturazione: la parte burocratica

usufruire incentivi ristrutturazioniPer quanto concerne la parte burocratica, basta semplicemente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, nel caso in cui i lavori siano effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo.

Inoltre, è obbligatorio conservare ed esibire, su richiesta degli uffici competenti, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate emesso il 2 novembre del 2011, ovvero oltre a quelli già indicati la domanda di accatastamento ove l’immobile non sia ancora censito, le ricevute di pagamento dell’imposta comunale se dovuta, la delibera dell’assemblea condominiale che ha approvato l’esecuzione dei lavori per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali, con la tabella millesimale di ripartizione delle spese.
Per qualsiasi dubbio, è possibile consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate, ove potranno essere reperite anche le possibili novità al riguardo.

Un ultimo consiglio riguarda l’assistenza fiscale che può essere fornita dalla stessa impresa che ha eseguito i lavori.  Di solito le aziende che svolgono gli interventi di ristrutturazione sanno come muoversi nella complessa rete di norme e leggi che regolano la materia e sono quindi in grado di fornire preziose indicazioni in tal senso.

Un motivo in più per cercare imprese del settore che siano in grado di fornire lavori e servizi di qualità a prezzi convenienti, ma senza esagerare nella ricerca del risparmio.



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Come fare per beneficiare degli incentivi per la ristrutturazione senza rischiare di perderli? Prima di tutto bisognerebbe compiere una serie di adempimenti burocratici altrimenti si rischierebbe di non vederseli riconoscere e di perdere quindi la possibilità di trasformare quello che è una spesa in un vero e proprio investimento. Come…

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Buon articolo su come usufruire degli incentivi ristrutturazione

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